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Inception [rece]
susanna 04 Ott 2010 23:16

Paradossale che io, erroneamente nota come spettatrice 'contenutista',
voglia mettere in chiaro perche' Inception e' un grosso film.
Il cinema, infatti, e' merce, non contenuto. La merce veicola sempre
ideologia, e' questo che fa di me, erroneamente, una spettatrice
'contenutista'.

Un primo merito del film, quindi, e' la quasi assenza di ideologia dominante
veicolata attraverso il prodotto, cosa ad esempio pesantemente presente in
altri 'filmoni' di quest'anno (uno su tutti: Avatar).
I pochi muscoli ideologici e merceologici che Inception si trascina sono
anche, per fortuna, l'aspetto meno riuscito del film (l'action e l'impianto
spettacolare).

La fortuna del film e' la capacita' del regista di scrivere un racconto che
vive di regole proprie e originali ma condivisibili nell'esperienza comune,
aldila' dell'astrusita' e dell'artificiosita' dell'universo narrativo
proposto.

L'ipotesi del sogno dentro al sogno e', in effetti, una eventualita' diffusa
dell'esperienza comune; cosi' come la morte del sognatore che interrompe il
sogno e la compressione del tempo nel sogno rispetto al tempo del sogno.
Raccattando da questo patrimonio socialmente condiviso Nolan erige uno
spazio narrativo arricchito da diverse ipotesi regolamentari, tutte
estremamente verosimili quanto del tutto artificiali: il saltello, il limbo,
il suici liberatorio, il tempo che si comprime sempre piu', ecc...

Il film *e'* il meccanismo narrativo, cioe' un esercizio di scrittura che,
pero', a differenza di Memento, non e' un esercizio di stile. Rimane la
sfida che l'autore propone allo spettatore, ma stavolta, a differenza di
allora, la sfida ha un obiettivo espressivo, vuole dire qualcosa. In
Memento, come e' noto, non si dice nulla, si racconta solamente.

Il
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Salvatore Ortese 05 Ott 2010 01:04

"susanna" <sus4@eliminami.libero.anchequesto.it> ha scritto

> Il finale evidentemente aperto e' il segno che Nolan vuole comunicare.
> Stride con il congegno meccanico, quindi e' chiaro che a quella domanda
> deve rispondere lo spettatore interrogandosi.
> Senza impelagarsi in questioni psicanalitiche o inutilmente
> psicologistiche, Nolan riflette sul sentimento piu' profondo del soggetto,
> il senso di colpa, lo stesso che ha animato quasi tutto il cinema di
> Hitckcock.
> Ecco, possiamo dire che, come riflessione, non si vola molto alto; del
> senso di colpa puramente soggettivo frega niente a nessuno,

Ecco, mi hai rivelato un motivo in piu' sul perche' il film faccia schifo.
Siamo a 528.


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susanna 05 Ott 2010 01:24
Nel messaggio _3tqo.214565$9f6.460560@twister1.libero.it,
Salvatore Ortese nomepuntocognome@yahoo.it ha scritto:


:: Ecco, mi hai rivelato un motivo in piu' sul perche' il film faccia
:: schifo. Siamo a 528.


Dimmi il n. 1


susanna




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Salvatore Ortese 05 Ott 2010 01:52

"susanna" <sus4@eliminami.libero.anchequesto.it> ha scritto


> Dimmi il n. 1
>

Inquadriamo preliminarmente la questione: i sogni di Nolan non hanno nulla a
che fare con i sogni. Non c'entrano nulla ne' con Freud, ne' con Kurosawa.
Il sogno condiviso di Nolan, e' ovviamente il cinema. Di piu': i diversi
sogni condivisi, a seconda di chi sogna, sono i diversi generi
cinematografici. E in questa prospettiva concordo sul fatto che Nolan abbia
intenzionalmente cercato di inventare un contenitore particolare, non un
contenuto particolare: abbia insomma cercato il modo di mettere dentro un
film poliziesco un film di fantascienza con dentro un film d'azione con
dentro un film drammatico. Qual'e' il problema? Che nessuno dei film e'
convincente in se' (qui ripeto cose gia' dette: DiCaprio sembra la brutta
copia di se' stesso quando cerca di darsi toni drammatici, le scene d'azione
sono tremendamente ridondanti e noiose, le trovate fantascientifiche sono
concettualmente e visivamente gia' viste, etc.) e che messi tutti insieme
sono anche peggio. Poi passiamo al 2.


--

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Nathan 05 Ott 2010 10:30
Il Tue, 05 Oct 2010 08:29:41 +0200, PdG ha scritto:

[cut]

> scopare ogni tanto no eh?

Perchè a te scopare inibisce l'uso delle cellule cerebrali?


--

Massimo < Nathan > Salvioni
scottexpakula@gmail.com
http://www.anobii.com/people/natanaele/

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Roberto 05 Ott 2010 13:09
On 5 Ott, 07:45, Olaffo In The Sky With Diamonds <ola...@superst.ar>
wrote:


> Il film è sostanzialmente rovinato dai compromessi fatti da Nolan per
> poterlo realizzare (immagino):

mi pare di capire che i "compromessi" siano un alibi per Nolan, mentre
sarebbero indice di incapacità per chiunque altro. Impressione mia?

R.

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Roberto Bernasconi 05 Ott 2010 13:38

"susanna" <sus4@eliminami.libero.anchequesto.it> ha scritto nel messaggio
news:4caa443f$0$27185$4fafbaef@reader4.news.tin.it...

megacut

> Ecco, possiamo dire che, come riflessione, non si vola molto alto; del
> senso di colpa puramente soggettivo frega niente a nessuno, ma pare essere
> il massimo che il cinema Usa puo' darci, oggi (cosi' come in passato, mi
> verrebbe da dire).

uhm ... "individualismo" ... quindi in qualche modo ideologia, o no ?

Miaooooooooooooo

Robynet




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Phil Free 05 Ott 2010 15:06
Olaffo In The Sky With Diamonds
> in Memento [...], se non ricordo male, mancava l'elemento
> del rimorso, la moglie era stata uccisa e lui doveva semplicemente
> vendicarla.

Non cosi’ semplicemente, OSD, a meno che non abbia lisciato qualche
lettura ufficiale, univoca e chiarificante, della dinamica Lenny-Sammy.
Che non e’ esattamente roba da poco, nell’economia dell’opera.

PhFree
--

xxx

--


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susanna 05 Ott 2010 20:28
Nel messaggio 4cab6aeb$0$23150$4fafbaef@reader1.news.tin.it,
Olaffo In The Sky With Diamonds <olaffo@superst.ar> ha scritto:


:: Indubbiamente il fulcro della vicenda è la narrazione (sono un po'
:: imbarazzato coi termini tecnici, intendo come viene raccontata la
:: storia dal punto di vista logico) ma è proprio il fatto che venga
:: raccontata in quel modo a dare uno spunto a Nolan per delle
:: riflessioni,
:: sulla memoria, sul passato e sulla difficoltà di superare il passato
:: nel momento in cui non si è nemmeno più in grado di comprendere il
:: presente, di distinguere il bene dal male, l'amico dal nemico, la
:: realtà dalla rappresentazione, la necessità dalla volontà etc. poi
:: ci sono delle chicche come il tatuaggio-promemoria, cioè il corpo
:: come memoria del vissuto, sono concetti di filosofia cognitiva, mica
:: pizza e fichi.

Questo e' vero.
L'uso dei mezzi della memoria, scrittura e foto, e' un pezzo notevole
dell'impianto del film e ha il merito di far riflettere, ancora e comunque,
su dei 'modi' di rappresentazione.
Ma, come puoi notare, si tratta di espedienti puramente stilistici, piegati
alla funzione del film, che e' una funzione principalmente formalista. E'
infatti del tutto inverosimile che una persona in quelle condizioni usi
tatuarsi per ricordare, o scattare fotografie istantanee.


susanna





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Salvatore Ortese 06 Ott 2010 03:41

"Nathan" <scottexpakula@gmail.com> ha scritto

>> scopare ogni tanto no eh?
>
> Perchè a te scopare inibisce l'uso delle cellule cerebrali?
>

Curioso poi che al di la' di queste trollate nessuno, nemmeno la susanna che
pure lo aveva sollecitato, commenti il postulato centrale del mio post
(sogno condiviso = cinema), che mi pare peraltro abbia molteplici corollari
da sviscerare: per es. sognatore = spettatore, architetto = regista (davvero
spassoso in questa prospettiva il passaggio in cui nolan denuncia
l'aggressivita' degli spettatori/sognatori che si rivoltano contro il
regista quando si accorgono che sta forzando la mano, facendo perdere
credibilita' al film!) etc etc...sino ad arrivare all'ovvia conclusione:
inception = messaggio cinematografico (con il personaggio di Cillian Murphy
come prototipo dello spettatore ingenuo).

Eppure non mi sembra che l'intento metacinematografico di Nolan sia mai
stato cosi' palese, nemmeno in The Prestige, che pure ci si avvicina molto
per leziosita' didascalica...


--

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AP 06 Ott 2010 07:47
On Wed, 06 Oct 2010 01:41:31 GMT, Salvatore Ortese wrote:

> Curioso poi che al di la' di queste trollate nessuno, nemmeno la susanna che
> pure lo aveva sollecitato, commenti il postulato centrale del mio post
> (sogno condiviso = cinema)

e' una intuizione brillante, e come tale passa ammirata ma non contestata.

In effetti una simile piroettata metacinematografica non la ricordavo dai
tempi dell'ultimo film di almodovar, quello di un regista che riprende suo
figlio che riprende lui che riprende un film...
Il tema del doppio al cinema funzionera' sempre, a patto che resti appunto
doppio. Il triplo o quadruplo o pentuplo non lo migliorano.

Posso solo citare ancora il mio personale mito, John Sayles e dire con lui
che ci sono due tipi di cinema, quello che parla della vita e quello che
parla di se stesso.
Io continuo a preferire il primo e mi piacerebbe che qui si parlasse
piuttosto di London River, che di Inception o di piegatori d'aria...

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